CHE COSA ACCADEVA A CASSANO MAGNAGO
AI TEMPI DEL FASCISMO
Il fascismo non è un fenomeno così lontano,
eppure non è facile per un italiano di oggi immaginare come si viveva sotto una dittatura.
Con la propaganda, con la forza, ma anche con l’appoggio dei poteri forti del paese, il fascismo condizionerà pesantemente le abitudini, la cultura ed il futuro politico degli italiani.
Il regime fascista era un regime repressivo ed antidemocratico: questo significa che non c’era spazio per l’anticonformismo, né per il dissenso.
Come reazione, morale e politica, alla dottrina e alla prassi del fascismo, già al suo apparire nel 1919 e poi per tutto il Ventennio, nacque l’antifascismo.
Le figure che maggiormente spiccano sono quelle di Giovanni Gasparoli che sarà il primo deputato cattolico del Gallaratese; del comunista Carlo Mazzucchelli primo sindaco della liberazione e del socialista avv. Giuseppe Mazzucchelli.
Altro irriducibile antifascista fu il Parroco di San Giulio don Luigi Gadda: ogni sua predica era una denuncia dei metodi della dittatura.
La reazione fascista all’ostilità dei Cassanesi non tardò a manifestarsi: manganellate e olio di ricino erano la cura più comune riservata ai più ribelli.
Nel dicembre 1922 era avvenuta la devastazione, ad opera dei “soliti ignoti”, dell'Ufficio del Lavoro di Gallarate di via Arnetta, l'attuale via Don Minzoni, fondato e diretto da G. Gasparoli.
Dal 1925 cominciò anche per Cassano la vera oppressione fascista: il Circolo cattolico di S. Giulio fu assalito, saccheggiato e pestati
i giovani cattolici presenti; tutte le cooperative e i circoli di matrice socialista e non, continuarono a funzionare, ma i loro dirigenti furono esautorati a favore di notabili e fascisti locali. Nessuna opposizione fu più tollerata, gli antifascisti più in vista dovettero lasciare il paese: Carlo Mazzucchelli cercò lavoro a Milano, e solo in occasione della festa patronale di Santa Croce ritornava a Cassano nella sua casa di via Visconti nel quartiere di Soiano e sporadicamente frequentava il Circolo cooperativo di via Trieste, mentre Giovanni Gasparoli fu costretto a darsi ad attività apolitiche.
Come in tutta Italia, anche a Cassano vennero sciolti i partiti, tolte le libertà sindacali, sottoposta a dura censura la stampa, stabilito il principio della lista “unica” alle elezioni ridotte pertanto a una farsa.
All’elettore veniva consegnata una scheda con segnato un “sì” e un “no”. La scheda era realizzata con carta molto leggera e trasparente e ciò consentiva ai membri del seggio di conoscere subito il voto dell’elettore, il quale votava in una cabina aperta e sorvegliata da un milite della Milizia fascista e l’elettore che osava esprimere il suo dissenso nei confronti del regime veniva immediatamente segnalato dai membri del seggio a un gruppo di fascisti, che si trovava all’esterno, i cui componenti erano noti “per il loro pugno facile e per la grande familiarità con l’olio di ricino”. Inoltre tutte le strade di uscita del paese erano presidiate da manipoli fascisti che, per consentire il transito, esigevano il documento comprovante l’avvenuta votazione nel senso voluto del fascismo.
La signora Antonietta Mazzucchelli, intervistata dai ragazzi delle nostre scuole circa i metodi violenti attuati alle elezioni del ’24, ha dichiarato: “Coloro che non votavano per il partito fascista erano segnalati con due ditate di gesso sulla spalla sinistra, quelli che ricevevano questo simbolo erano praticamente condannati: controllati, picchiati, costretti a bere olio di ricino”
Il 18 luglio 1928 in un susseguirsi di assemblee e rogiti, tenutisi dalle ore 10.00 alle 23.30, furono sciolti il Circolo cooperativo cassanese, il Circolo “Concordia”, il Circolo “Uniti e liberi” e il Circolo“Orientale”.
Inoltre già all’ inizio del 1928 tutte le organizzazioni tipiche del fascismo erano state regolarmente istituite in paese.
Dall’opuscolo “Fascio di Cassano Magnago” si apprende che a Cassano c’erano: il Fascio con 115 iscritti di cui 95 dal 1921, la Centuria Milizia volontaria che contava 54 militi, vecchi camerati che “hanno abbandonato il manganello per imbracciare il moschetto” secondo la volontà del Duce; la Centuria Avanguardista con 87 iscritti; la Coorte Balilla che raccoglieva 190 iscritti quasi tutti “muniti di divisa”, i quali ricevevano ogni domenica “una validissima educazione fisica e morale” ; il Gruppo Femminile con 112 Piccole Italiane “tutte in divisa", il Centro premilitare con 67 iscritti con regolare “istruzione militare in stile essenzialmente fascista”; il Dopolavoro (che però non era ancora stato avviato a causa dei “troppi ritrovi domenicali”); l’Ente Sportivo che contava sulla Società Ginnastica, sull’Unione Calciatori e su numerosi altre attività sportive locali; il Movimento Sindacale che doveva essere adeguatamente sviluppato.
In seguito alla crisi verificatasi tra regime e mondo cattolico nel maggio-giugno1931 a causa dello scioglimento dell’Azione Cattolica, anche a Cassano Magnago furono temporaneamente chiusi i circoli cattolici e glioratori fra la costernazione generale e nonostante l’opposizione dei due parroci, entrambe persone ferme; particolarmente tenace fu l’opposizione di Don Gadda.
Non meno audace don Bianchi, parroco di Santa Maria, che quando l’amministrazione fascista impose all’asilo infantile di Santa Maria del Cerro un nuovo consiglio di amministrazione e ridimensionò il ruolo dei parroci presidenti, ruolo che era stato fondamentale per la nascita e la crescita dell’Ente morale fino al 1930, inviò un esposto al Prefetto di Varese il 20 Luglio 1935: don Bianchi chiese che venisse annullata la delibera, poiché si sentiva umiliato nella veste di Parroco, non essendo più riconosciuta “la missione educativo-religiosa” affidatagli al momento della fondazione dell’Ente.
Certo quello qui esposto è solo una piccola parte di storia locale riguardo al periodo del fascismo a Cassano Magnago, dalla sua ascesa fino al 1939, servirebbero molte più pagine per raccontare quello che accadde dallo scoppio della guerra e fino al 25 aprile 1945, ma credo che questo racconto rappresenti un piccolo “affresco” di quanto successe a Cassano Magnago in quel terribile ventennio.
Marina Noce