SIAMO (QUASI) ALL’HAPPY-END

…Adesso si deve voltare pagina e ricominciare, ma meglio di prima

Nel ’45, alla fine della guerra, io non c’ero.

Ho saputo com’era la vita negli anni del dopoguerra dai libri di scuola e dai racconti dei miei genitori: c’era un Paese devastato da riedificare, e non solo con calce e mattoni per costruire nuove case a chi le aveva perse a causa dei bombardamenti, ma soprattutto c’era da risollevare gli Italiani e dare loro speranze per un futuro migliore e certezza di vivere in uno Stato democratico e libero. 

Come hanno risposto i nostri nonni e i nostri genitori? E che cosa ha fatto la classe politica di allora?

Tutti, gli uni e gli altri, si sono rimboccati le maniche e hanno lavorato per un fine comune, senza sterili polemiche nè lamentazioni inutili che fanno perdere tempo ed incattiviscono gli animi.

L’Italia ne è uscita migliore, più bella, più ricca (non solo a livello economico) più coesa; è emersa la generosità e la condivisione insiti nel nostro italico DNA; anche in politica, grandi Statisti (diversissimi dai politicanti di oggi) hanno messo in comune le loro competenze e, nonostante le loro profonde diversità ideologiche che connotavano ciascuno, hanno perseguito il bene, presente e futuro, della nostra Patria, partorendo una Costituzione, che viene da tutto il mondo considerata la migliore in assoluto.

de gasperi

Perché ho voluto fare questa fotografia che, vista l’epoca, è una fotografia in bianco e nero?

Perché questo 2021 è da gemellare col ’45! Perché stiamo vivendo un nuovo dopoguerra! Nel 2020 un microscopico e cattivissimo nemico, dal nome COVID-19, ci ha dichiarato guerra, ha sparato i suoi colpi uccidendo oltre 80.000 Italiani, e lasciando sul campo feriti lievi e più gravi che avranno danni e paure e, magari anche, un’invalidità permanente.

E continuiamo con i parallelismi: siamo anche noi reduci da un ventennio, (o un trentennio) in cui egoismo, individualismo e mancanza di carità, di generosità, l’hanno fatta da padrone! Dove ha imperato un liberismo sfrenato che ha ingigantito il nostro EGO e impoverito il nostro senso civico. Dove l’avere e l’esteriorità erano considerati e vissuti come decisamente più importanti dell’essere e dell’interiorità.

vaccino

Adesso abbiamo il vaccino, che ci fa vedere finalmente una luce e ci fa sentire più vicini all’uscita dal tunnel: col vaccino potremo affrontare un eventuale contagio con più serenità, perché la malattia non avrebbe la possibilità di avere il sopravvento. 

Il vaccino è l’arma più importante e decisiva che abbiamo per debellare il virus ed è il primo passo per dimostrare che abbiamo ritrovato la voglia di pensare anche agli altri oltre che a noi stessi, perché vaccinarsi è un DOVERE CIVICO, in quanto tutela la nostra e l’altrui salute.

Non è certamente finito del tutto l’incubo: dovremo ancora avere e praticare le precauzioni e le attenzioni che ormai conosciamo bene: distanziamento, mascherina, lavarsi le mani, evitare abbracci e baci…ma sarà, ne sono convinta, ancora per poco!

E non diamo la colpa alla politica, alla società, ai tempi che cambiano, perché il BENE, inteso come carità, generosità, accoglienza, Amore, non va mai fuori moda.

Indubbiamente, gran parte della classe politica che ci dovrebbe rappresentare (e che, comunque, abbiamo votato) da trent’anni a questa parte, ha grosse responsabilità circa il contesto sociale che stiamo vivendo, il disgregarsi dei valori importanti a vantaggio dell’effimero, il modo furbesco di gestire il lavoro, e la vita in generale.

E devo, purtroppo, constatare che i populisti di tutto il mondo hanno remato contro in ogni modo, hanno creato un clima di diffidenza verso le istituzioni, un atteggiamento che, in un momento così delicato e difficile come questo, è estremamente da condannare.

Così, sull’onda della polemica, della protesta hanno favorito il proliferare dei movimenti negazionisti, dei complottisti che contribuiscono a generare fra la gente sconforto e disorientamento e fanno crescere le paure.

La politica è una cosa seria: Papa Paolo VI diceva che “è la più alta forma di carità” ma va svolta con onestà, trasparenza, competenza e lungimiranza. 

aristotele

E Aristotele la definì così: “la politica è l’amministrazione della polis per il bene di tutti, la determinazione di uno spazio pubblico al quale tutti i cittadini partecipano”: questo significa che è il popolo che ha il potere di vigilare in tal senso, che non può sottrarsi al suo diritto, ma soprattutto al suo dovere di voto, perché se non ci va bene come vanno le cose, occorre impegnarsi per farle cambiare!

Dobbiamo cogliere questa occasione per ricostruire un tessuto sociale più bello, per riappropriarci delle grandi doti che hanno dimostrato di avere gli Italiani di 75 anni fa. 

Io comunque vedo risvolti sicuramente positivi: ad esempio l’Europa ha dimostrato, in questa situazione, di essere coesa, di essere veramente UNIONE EUROPEA: gli europarlamentari hanno lavorato INSIEME per il bene comune, senza distinzioni di Nazioni, di ideologie, ma verso il reciproco aiuto.

Gli scienziati dell’intero pianeta hanno operato INSIEME, mettendo in comune le loro competenze, esperienze ed intelligenze per trovare il vaccino nel più breve tempo possibile: tutti ci siamo stupiti e compiaciuti del successo ottenuto, che ha ancora una volta dimostrato che solo la cooperazione, la condivisione (e non la competizione) generano risultati sorprendenti.

Tanti, tanti cittadini non si sono tirati indietro e hanno fatto donazioni per aiutare chi ne ha bisogno perché, non si può negare, che questo COVID ha provocato non solo una enorme emergenza sanitaria, ma anche una grandissima instabilità economica, mettendo in ginocchio tante attività.

Tutti abbiamo riscoperto il valore di un abbraccio, di una stretta di mano, della prossimità, della normalità: cerchiamo di non dimenticarcelo appena tutto sarà finito!

Non dobbiamo mollare! Il cammino in salita non è ancora terminato, ma le prospettive, ora, sono un pochino più rosee di quando tutto è iniziato, ormai quasi un anno fa.

Papa Francesco ha detto che da questa pandemia non si esce mai uguali a prima: o si migliora o si peggiora. 

papa covid

Dice il Santo Padre: “La pandemia può essere l’occasione per risanare le ingiustizie, è tempo di rimuovere le diseguaglianze…mentre pensiamo ad una lenta e faticosa ripresa, si insinua proprio questo pericolo: dimenticare chi è rimasto indietro, l’egoismo indifferente che si trasmette a partire dall’idea che la vita migliora se va meglio a me, che tutto andrà bene se andrà bene a me!

Sta a noi decidere da che parte stare!

Luciana

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