GIOVANI IN TEMPO DI COVID

IL DISAGIO DELLA POCA ATTENZIONE

Scorrendo le notizie riportate da social e giornali in quest’ultimo periodo,

colpiscono in modo preoccupante episodi di disagio giovanile e non, che sembrano essersi intensificati e sono segno di un grave disagio, forse frutto del periodo che viviamo.

Numerosi episodi di violenza si sono verificati in Italia, ma anche nel nostro territorio. Ne cito alcuni: 

  • un ventiquattrenne ha picchiato selvaggiamente la fidanzatina ancora minorenne
  • sembra crescere il traffico di  droga
  • gruppi organizzati sui social si assembrano e si scontrano senza motivi apparenti
  • in un parco della nostra città, dove sono stati inseriti dei cocci di vetro in un passamano di un gioco: per il puro divertimento? Per compiere una bravata? o con l’intento di far male, senza troppo riflettere sulle conseguenze del proprio agire? 

Rissa Gallarate 1200x900

Sono tutte ragazzate come qualcuno le definisce, quasi per giustificare? O sono indice di fenomeni più profondi su cui riflettere e interrogarsi?

Bisogna interrogarsi: da dove nasce il malessere dei giovani

E perché sembra essere così cresciuto in tempo di covid

Si può rispondere che – forse - alla base stanno la noia per il non poter stare insieme, la non-normalità di questi mesi, ma soprattutto l’incomunicabilità, la mancanza di affetti familiari forti, l’insicurezza: ne fa seguito uno stato di paura. 

Perché se tu per gli altri non vali non sei, e ti affidi ai social  con l’idea che quella sia la vita reale. 

Qualche studioso parla di adolescenti a cui è stata tolta “la possibilità di uscire da un ambiente tossico” .

Quindi: per adolescenti e giovani solo lati negativi? Credo che il confronto con le nuove generazioni faccia emergere domande più vere e profonde e che la maggior parte dei ragazzi abbiano comunque la capacità di capire cosa sia il giusto e  il bene: si può scommettere ancora su di loro!

Ma non possiamo ignorare che dietro certe azioni c’è anche la responsabilità degli adulti, delle famiglie che a vario titolo devono vigilare, con l’accompagnamento educativo e la trasmissione dei sani valori. 

Certo, tutte le istituzioni educative (in primo luogo la scuola, e gli oratori e le società sportive) in questo periodo sono in difficoltà e in qualche caso sono impossibilitate a operare: però non possiamo rifiutarci di cercare soluzioni, pena il veder crescere una generazione completamente analfabeta dal punto di vista morale e incapace di creare sane relazioni sociali. 

Lino

Informazioni aggiuntive