PAPA FRANCESCO E IL COVID19

Un’immagine: un grido di preghiera levato a Dio,

all’imbrunire, in un’enorme piazza, vuota: questo è papa Francesco, questo è uno dei tanti suoi gesti inattesi, ma carichi di un’umanità e di una Fede che non può non toccare il cuore, di chi crede, ma anche di chi non crede!

E poi le sue celebrazioni a Santa Marta, gli Angelus in solitudine, la sua sofferenza per non poter vedere il suo popolo in Piazza, sono negli occhi e nel cuore di tutti, insieme alle sue esortazioni, alle sue parole toccanti, spesso incoraggianti, a volte “pesanti” Dice Papa Francesco: “La
pandemia può essere l’occasione per risanare le ingiustizie, è tempo di rimuovere le diseguaglianze…mentre pensiamo ad una lenta e faticosa ripresa, si insinua proprio questo pericolo: dimenticare chi è rimasto indietro, l’egoismo indifferente che si trasmette a partire dall’idea che la vita migliora se va meglio a me, che tutto andrà bene se andrà bene a me!

papa francesco angelus 20200308

Alcuni governi hanno intrapreso un’azione esemplare con priorità ben definite per difendere la popolazione, con provvedimenti che - pur trattandosi di misure che disturbano coloro che sono costretti a rispettarle -, sono indispensabili per il bene comune: le persone prima di
tutto
!” E il Papa esprime tutta la sua ammirazione per il comportamento di moltissime persone che hanno rischiato la vita, (e molte di esse - tante - ne sono morte!), per guarire gli ammalati e difendere le persone sane dal contagio.

E ancora: “Quelli che ci attendono non saranno tempi facili, ma con la fede, il coraggio e la speranza andremo avanti: la preparazionedel dopo è importante: nel presente occorre aiutare soprattutto i più deboli e nel futuro cercare di uscire rafforzati nella solidarietà, perché da questa crisi emerga un po’ di più di fraternità a livello globale.
Preghiamo il Signore perché dia al suo popolo la grazia della prudenza e dell’obbedienza alle disposizioni, perché la pandemia non ritorni

Rivolto poi ai governanti, ma anche e soprattutto agli uomini e alle donne di buona volontà nelle cui mani risiedono davvero le sorti del mondo: “Saremo capaci di vincere il fatalismo di cui siamo prigionieri e di scrivere la storia presente e futura senza voltare le spalle alle sofferenze di tanti? “ invita espressamente a ripensare alla presunzione di onnipotenza cui ci si stiamo abituando con i progressi della scienza e della tecnica.

Il sogno di Francesco è quello di una ripartenza più solidale: “L’impegno congiunto contro la pandemia, possa portare tutti a riconoscere il nostro bisogno di rafforzare i legami fraterni come membri di un’unica famiglia

Che cosa Dio ci sta dicendo in questi tempi di pandemia? E noi in che cosa abbiamo sbagliato? 

Papa Francesco, riconosciuto come l’unico leader davvero globale anche da voci insospettabili, ha parlato di un Pianeta gravemente malato, di ingiustizie planetarie causate da un’economia che punta solo al profitto, di conflitti internazionali che sono oggi da far cessare subito, così come embarghi ed egoismi nazionali. La pandemia ha smascherato la nostra vulnerabilità e le false e superflue sicurezze con cui abbiamo costruito i nostri progetti, le nostre abitudini e priorità. Il cambiamento non potrà che avvenire appellandoci all’annuncio straripante del Vangelo che genera quello sguardo rinnovatore che oggi ci serve: non si può pensare di tornare alla normalità di un’età dell’oro (che in realtà non lo è mai stata), ma di mettere un punto fermo e andare a capo in un modo completamente nuovo. 

 Luciana

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