IL QUARTO RE MAGIO

La storia del quarto re magio è tratta da un racconto di Joannes Joergensen. È una di quelle lucenti tradizioni, fiorite intorno al grande evento di Dio che si fa uomo.

I misteriosi magi rappresentano tutti i popoli che cercano in Lui il centro del mondo: vengono da lontano, portando con sè la ricchezza e la diversità delle loro culture.

Il loro viaggio è lento e faticoso, attraverso terre aride, foreste impenetrabili, mari agitati, pericoli di ogni genere.

È tutta l’umanità che cammina, cammina incontro a Lui.

Il quarto re magio, che arriva da Gesù a mani vuote, perchè nel suo viaggio ha saputo “farsi prossimo”, in fondo ha già incontrato il Signore Gesù nel suo cammino.

.... E i sapienti dell’Oriente gli portarono oro, incenso e mirra...

Il primo è Gaspare: porta la sua offerta: l’oro, un calice; forse un Angelo se ne servirà per raccogliere il sangue dalle mani crocifisse.

Dietro di lui, è inginocchiato Melchiorre: il suo nome richiama Melchisedec, il re di Salem, che offrì il sacrificio del pane e del vino al tempo di Abramo. Ha portato incenso e fa ondeggiare l’incensiere davanti a Gesù Bambino, come fa il sacerdote davanti all’altare.

E dietro a loro, c’è il nero Balthasar. Quale sole, in quale terra, ti ha reso così nero, Balthasar dai capelli così neri e crespi e dalle labbra spesse? Sei forse venuto da Saba, come fece la famosa regina, per vedere qui Colui che è più grande del re Salomone? Hai attraversato deserti, hai raccolto questa mirra che Maria conserverà sul suo cuore fino al giorno in cui suo Figlio sarà appeso alla Croce....

re magi

Ma una vecchia leggenda racconta che quando dopo il vostro lungo viaggio avete deposto i vostri tesori davanti al Fanciullo ed a sua madre, il Bambino non volle sorridere: il Bambino non tese le sue piccole mani verso l’oro luccicante; il fumo dell’incenso fece tossire i suoi piccoli polmoni; allontanò lo sguardo dalla mirra (che gli antichi usavano per la sepoltura) e, con gli occhi pieni di lacrime, si strinse a sua madre. 

I tre santi re si alzarono e presero congedo, con la sensazione di persone che non sono state apprezzate secondo il loro merito.

Ma quando i loro dromedari scomparvero dietro le montagne, quando il tintinnio delle loro bardature si spense sulla strada verso Gerusalemme, allora apparve il quarto re.

La sua patria era il paese bagnato dal mare del Golfo Persico; e di là  aveva portato tre perle preziose.

perla

Voleva donarle al Re nato in Occidente, e di cui aveva visto la stella,  una sera, nel roseto di Shiraz. Si era alzato ed aveva lasciato tutto.

Il Re di Persia prese il suo tesoro più raro, le tre perle bianche che erano grandi come uova di piccione, le aveva messe nella cintura ed aveva deciso di cercare il posto sopra il quale brillava la stella.

Lo scoprì, ma arrivò troppo tardi. I tre altri re erano venuti ed erano già ripartiti. Egli arrivava troppo tardi e con le mani vuote.. non aveva più le perle!

Aprì lentamente la porta della stalla dove c’erano il Figlio di Dio, la madre di Dio e Giuseppe...

Il giorno si spegneva e la stalla diventava scura.. Un leggero profumo di incenso era lì, sospeso come in chiesa dopo i Vesperi...

San Giuseppe rivoltava la paglia della stalla per la notte. Il Bambino Gesù era sulle ginocchia di sua madre. Ella lo cullava dolcemente. E a mezza voce cantava una di quelle ninna-nanne che si odono di sera quando si passeggia per le strade di Betlemme.

quarto re magio

Lentamente, esitando, il Re di Persia si fece avanti e si gettò ai piedi del Bambino e di sua madre.

Lentamente, esitando, cominciò a parlare...

“Signore, disse, io vengo separatamente dagli altri santi re, che ti hanno reso omaggio e da cui hai ricevuto i doni.

Anch’io avevo  un dono per te: tre perle preziose, grandi come uova di piccione tre vere perle del mare Persico. Ora non le ho più. Sono rimasto indietro e mi sono fermato in un alberghetto lungo la strada: ho avuto torto. Il vino mi tentava, un usignolo cantava e decisi di fermarmi lì per la notte.

quarto re magio 1

Quando entrai nella sala degli ospiti, vidi un vecchio tremante di febbre. Nessuno sapeva chi fosse; la sua borsa era vuota. Non aveva più soldi per pagare il dottore e le cure che gli erano necessarie...

Signore, era un uomo molto vecchio, scuro, magro, con una barba bianca inselvatichita .

Allora presi una perla dalla cintura e la diedi all’albergatore, affinché procurasse un medico e gli assicurasse le cure, o se morisse una tomba in terra benedetta.

L’indomani ripresi il viaggio. Spinsi il mio asino il più possibile, per raggiungere i tre re. I lor dromedari avanzavano lentamente ed io speravo di raggiungerli. La strada seguiva una vallata deserta, dove enormi rocce si ergevano sparse tra siepi di terebinti e ginestre dai fiori d’oro.

All’improvviso udii delle grida che provenivano da un vallone. Saltai giù dall’asino e trovai dei soldati che avevano catturato una giovane donna: erano in parecchi e non potevo pensare di battermi contro tutti loro! O Signore, perdonami ancora una volta! Misi mano alla cintura, presi la seconda perla e comprai la sua liberazione! Ella mi baciò le mani e fuggì via, verso le montagne, con la rapidità di un capretto.

quarto re magio 2

Adesso non mi restava che una perla sola, ma almeno quella volevo portartela, o Signore.

Era passato il mezzogiorno; prima di sera potevo essere a Betlemme, ai tuoi piedi.

Fu allora che vidi un paesino, al quale i soldati di Erode avevano attaccato il fuoco e che ormai era tutto in fiamme. I soldati di Erode stavano uccidendo tutti i bambini dai due anni in giù. Vicino ad una casa in fiamme, un enorme soldato faceva roteare, tenendolo per una gamba, un piccolo bambino. Signore, perdonami, ma presi l’ultima perla e la diedi al soldato.

E questi riconsegnò il bambino a sua madre, che fuggì via stringendolo forte a sè.

quarto re magio 3

Signore, ecco perchè ho le mani vuote! Perdonami! Perdonami!”

Quando il re ebbe terminato la sua confessione, ci fu nella stalla un grande silenzio. Egli stette per un po’ con la fronte  appoggiata per terra. San Giuseppe aveva finito di rivoltare la paglia e si era avvicinato ... Maria guardava suo figlio, tenendolo stretto al seno... Stava dormendo? NO!!!!

Il Bambino Gesù non dormiva: lentamente si girò verso il Re di Persia: il suo volto era raggiante. Stese le sue piccole mani verso le mani vuote e... finalmente il Bambino Gesù sorrise!

E tu adesso che hai letto questa bella storia di Natale, hai già capito che puoi continuarla e diventare proprio tu il quinto re magio... e con i tuoi amici.. il sesto, il settimo, l’ottavo....: un insieme, una comunità, un popolo di persone in cammino verso di Lui.

Attento, mentre sei in viaggio: guardati intorno! Troverai Gesù nascosto e vivo nel tuo prossimo.

Lascia allora i tuoi doni a Lui, ovunque lo troverai!

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