ITALIANI BRAVA GENTE?

Sono cresciuto in un sistema scolastico e sociale che ha fatto di tutto per convincermi di appartenere ad un popolo di brava gente

, sempre pronta a fornire un aiuto a chi ne ha bisogno: mai crudeli, anche in tempi di guerra, rispettosi nei confronti dei nemici.

italiani brava gente

Adesso comincio a pensare che chi mi parlava pensava ad un altro popolo, non al mio.

Ne elenco brevemente le ragioni:

  • Ogni settimana lasciamo in mare per giorni dei poveri diavoli impedendone lo sbarco con la scusa di difendere i confini patrii, come se qualche poveraccio potesse mettere in discussione la nostra sovranità

mediterranea

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Sequestriamo le barche dei soccorritori perché sono lo strumento di un “delitto”
  • Trattiamo come schiavi gli immigrati che lavorano nelle campagne 
  • Facciamo lavorare gli immigrati in nero e con salari inferiori al giusto

schiavi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Togliamo a chi haun permesso di soggiorno la possibilità di restare nei centri di accoglienza buttandoli dall’oggi al domani su una strada in balia della tentazione di aderire all’unica associazione pronta a fornire loro un aiuto, la criminalità 
  • Insultiamo in modo assolutamente sconcio chi mette in gioco la sua faccia e la sua libertà per soccorrere chi sta annegando
  • Insultiamo sui social con le peggiori invettive tutti quelli che esprimono sentimenti di solidarietà nei confronti degli stranieri

insulti rackete

  • Alcuni dei nostri politici, rinfocolano continuamente l’odio nei confronti di chi la pensa in modo diverso, magari agitando simboli di una religione che invece predica amore, solidarietà, fratellanza.salvini vangelo fotogramma 1030x618
  • Spargiamo odio a piene mani

E questa sarebbe la brava gente?

E noi saremmo un popolo di persone per bene?

Se essere Italiani vuol dire condividere i punti che ho elencato allora io restituisco la cittadinanza. 

Meglio essere apolide che essere confuso con chi non ha un briciolo di “pietas” che confronti di chi è in cerca della possibilità di una vita più degna.

Pietas è morta nel Mediterraneo, un mare che abbiamo sempre considerato “nostrum” perché fonte di scambi, di opportunità, di fratellanza e che ora si è trasformato in un immenso cimitero

Pietas è morta sulle motovedette della guardia di finanza di Lampedusa Pietas è morta in chi blocca lo sbarco dei profughi dalla Sea Watch

Pietas è morta in chi tiene per 19 giorni fermi in mare più di 100 profughi sulla Open Arms

Pietas è morta in chi rifiuta lo sbarco a donne e bambini salvati dalla Mare Ionio

rackete

capitano open armscapitano mare ionioPietas è morta nelle nostre campagne dove è stata di fatto ricostituita la schiavitù

Pietas è morta nelle stanze del ministero dell’interno

Pietas è morta nei cuori di chi insulta e augura morte e violenze su chi soccorre

Pietas è morta nei cuori di chi non si indigna per queste cose.

Nella tristezza di queste considerazioni mi rimane ancora qualche speranza che mi trattiene dal diventare apolide, ed è la consapevolezza che in molte persone la “pietas” non è morta:

Pietas è viva in don Carmelo La Magra, parroco di Lampedusa, e nei suoi parrocchiani che hanno dormito per giorni sul sagrato della chiesa in solidarietà con i migranti della Sea-Watch

Pietas è viva in Carola Raketecomandante della Sea-Watch

Pietas è viva nei comandanti e nell’equipaggio delle navi che soccorrono i migranti

Pietas è viva nei parlamentari che sono saliti sulla Sea-Watch rifiutandosi di scendere fino a quando non fossero sbarcati i migranti

Pietas è viva in chi crede

e mette in pratica il precetto evangelico

“ero straniero e mi avete accolto”

opere di misericordia colored miniatura

Giuseppe

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