ANIMARE LA CITTÀ

“Le Acli nelle periferie del lavoro e della convivenza”

Il 51° Incontro Nazionale di Studi tenutosi a Trieste, il 13-15 settembre 2018, ha avuto per titolo ANIMARE LA CITTÀ e per sottotitolo “Le Acli nelle periferie del lavoro e della convivenza”.

Dal documento conclusivo riportiamo le proposte delle Acli su problematiche importanti del momento che la nostra Italia sta vivendo, suggerendole alla nostra riflessione.

AULA TRIESTE

Per le ACLI “animare la città” ha sempre innanzitutto significato “fare politica”, una buonapolitica!

Come Chiesa viva, come Chiesa di popolo, non possiamo contribuire a costruire una città fondata sul rancore. La nostra è una città umana, aperta … una città in cui abbiamo un compito, una missione da costruire con altri.

Il sistema delle Acli, nei servizi in particolare, intercetta quotidianamente le domande sociali della gente.

Animare la città è anche questo: rispondere alle domande – cioè avere responsabilità – prendere parte alla casa/cosa comune, averne cura, prometterle futuro.

Quindi, intendiamo entrare – e favorire l’ingresso – nel dibattito politico, offrire a noi stessi (e ad altri) prospettive di valutazione delle scelte che sono state adottate, di misure che direttamente ci riguardano e che pure troppo spesso stentiamo a comprendere, per poi fornire ipotesi correttive, integrative o alternative.

FISCO

Che tipo di fisco vogliamo?
Un fisco semplice o solo banale?

Il problema in breve

L’articolo 53 della Costituzione italiana recita: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”.

 Fisco 1000x500

Oggi la tassazione si basa fondamentalmente su:

  • Imposte indirette: IVA 
  • Imposte dirette sui redditi delle persone fisiche: IRPEF con 5 scaglioni

Il dibattito politico è incentrato sulla proposta di una tassazione con un solo scaglione (Flat tax)

Le nostre proposte

Progressività: il principio costituzionale della progressività non solo dovrebbe essere mantenuto ma potenziato rispetto ad oggi: la regola cardine del “verso di più se ho di più” dovrebbe restare immutata con un numero molto più elevato di scaglioni.

Drastica
semplificazione
del sistema tributario: una sola dichiarazione con un solo modello telematico che faccia da raccoglitore della situazione economica del contribuente.

Un nuovo testo unico dell’IRPEF, che azzeri le decine di migliaia di circolari che spesso rappresentano la vera complessità del sistema.

Un sistema fiscale al passo con i tempi

Il problema in breve

I tre principali prelievi effettuati sui contribuenti persone fisiche (IRPEF, IMU+TASI, IMPOSTA SOSTITUTIVA SUGLI INTERESSI) rappresentano il 44,5% di tutte le entrate tributarie: 350 miliardi di euro.

Una politica fiscale seria deve mantenere tale gettito nel breve-medio termine.

Sperare nel fatto che un prelievo fiscale più modesto porti ad un immediato rilancio dei flussi economici significa giocare con il fuoco soprattutto in un paese dove l’evasione fiscale si attesta intorno ai 250 miliardi di euro che fanno dell’Italia la maglia nera d’Europa.

Condoni e rottamazioni sono più segnali di debolezza che step programmatici.

 

Le nostre proposte

Transazioni elettroniche: un fisco moderno dovrebbe rendere immediatamente obbligatorio l’uso della moneta elettronica per spese per le quali possa poi essere prevista la detrazione o deduzione; obbligo da estendere via via a tutte le transazioni.

POS

Costituire il server unico di redditi e spese ovvero un grande archivio digitale degli esborsi sostenuti dai contribuenti e dei redditi percepiti dagli stessi.

Detrazioni e deduzioni

Il problema in breve

Il sistema delle detrazioni e deduzioni è uno dei capisaldi che garantiscono l’equilibrio della progressività del prelievo, perché se da una parte l’imposta toglie dall’altra la deduzione e la detrazione permettono di controbilanciare l’esborso dovuto.

Le nostre proposte

Detrazioni

Tracciabilità detrazioni non devono essere universi paralleli ma vasi comunicanti, uno in funzione dell’altro. Purtroppo ancora oggi molti oneri e spese non trovano spazio in dichiarazione (es.: spese per accessori scolastici, libri di studio, corsi di aggiornamento, consumi culturali e sport, alimenti per neonati).

Flat tax

Il problema in breve

In Italia già Berlusconi provò a introdurla nel 1994; adesso l’argomento è proposto come necessità di semplificazione fiscale. Ma un sistema fiscale non è semplice in funzione delle modalità di calcolo: se lo riducessimo a una semplicità di aliquote sarebbe banale. In ogni caso, l’ipotesi di una flat tax come imposta mono-aliquota, contraddice il principio costituzionale della progressività.

flat tax

Le nostre proposte

Flat tax come opzione, non come imposizione. Una imposta flat solo proporzionale uguale per tutti potrebbe essere una opzione facoltativa e comunque con l’assoluta indetraibilità delle spese tracciate. Ognuno potrebbe applicare il calcolo più conveniente a seconda dell’anno, delle spese sostenute, dei redditi percepiti.

previdenza

Superare la Fornero: flessibilità ed equità

Il problema in breve

L’attuale sistema previdenziale, disegnato dalla riforma Monti-Fornero a partire dal 2012, si caratterizza per eccessiva rigidità dei requisiti necessari per accedere alla pensione (solo alcune categorie oggi possono godere di flessibilità pensionistica).

Il sistema contributivo che si basa sull’accantonamento di tutta la vita lavorativa è meno favorevole rispetto al sistema retributivo che faceva riferimento solo agli ultimi anni di contribuzione. In particolare, le attuali giovani generazioni avranno pensioni probabilmente inadeguate a garantire un’esistenza libera e dignitosa.

Le nostre proposte

Reintrodurre il principio di flessibilità per tutti i lavoratori: cioè consentire l’accesso alla pensione ad un’età libera a partire da un’età minima tra i 63 e i 65 anni con importo della pensione crescente o decrescente a seconda dell’età.

pensione

Abolire la soglia di importo pensionistico minimo per l’accesso alla pensione (non si può andare in pensione con un importo inferiore a 1.268 euro per andare in pensione a 63 anni e 7 mesi o 679 euro  per andare in pensione a 66 anni e 7 mesi), difficilmente raggiungibili soprattutto per chi non ha un lavoro stabile e continuativo.

Ripensare a una più efficace politica della previdenza complementare secondo le seguenti linee:

a.  Obbligatorietà di iscrizione ad un fondo di previdenza complementare

b.  Formazione dei giovani all’educazione finanziaria e al risparmio previdenziale

c.  Reversibilità temporanea della scelta di adesione alla previdenza complementare

d. Prevedere benefici e incentivi anche per i datori di lavoro

Migrazioni

Introduzione

La storia delle Acli è dalle origini legata alla vicenda umana di milioni di donne e uomini costretti a migrare alla ricerca di migliori condizioni di vita: una radice profonda rafforzata nell’impegno per il riconoscimento e la tutela dei diritti civili, sociali e politici di persone e popoli migranti.

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Come cittadini e lavoratori cristiani in Europa e nel mondo, riteniamo non più procrastinabile da parte dell’Unione Europea e dell’Italia l’adozione di politiche strutturali sull’immigrazione, a partire dal salvataggio e la tutela della vita umana.

In Italia, ormai da un ventennio terra di immigrazione, oggi vivono circa 5,5 milioni di immigrati e i minori nati da genitori stranieri sono circa novecentomila

Sulla base della nostra esperienza quotidiana e traendo ispirazione dai costanti appelli di papa Francesco ad accogllere, proteggere, promuovere ed integrare i migranti e i rifugiati, affrontiamo il tema in maniera diversa: 13
proposte semplici per politiche di inclusione anziché politiche di esclusione e di respingimento 
che alimentano il senso di paura e un’inutile guerra tra poveri.

Proposte per l’ordinamento europeo

Modificare la direttiva comunitaria sul favoreggiamento dell’ingresso, il transito e il soggiorno illegali. In ben 12 paesi dell’UE dare alimenti e bevande o un passaggio o ospitalità a un migrante può comportare una multa o addirittura l’arresto. La Commissione fermi quei governi che criminalizzano i volontari: i cittadini europei devono poter offrire assistenza e aiuti a tutte le persone bisognose. Salvare vita non è reato.

POMODORI

Modificare il regolamento UE 516/2014, estendendo alla società civile la possibilità di creare vie di ingresso sicure e programmi di inserimento e integrazione.

Garantire l’accesso alla giustizia dei migranti vittime di sfruttamento lavorativo, abusi o violazioni dei diritti umani, in particolare alle frontiere.

 

Proposte per l’ordinamento italiano

Ampliare il Sistema di Protezione e Richiedenti asilo e Rifugiati (SPRAR), prevedendo l’inserimento dell’accoglienza fra le ordinarie funzioni amministrative degli enti locali.

Abrogare il reato di clandestinità, che è ingiusto, criminogeno, inefficace e controproducente

Riattivare i canali ordinari di ingresso, che da anni sono pressoché completamente chiusi con l’inevitabile conseguenza di favorire la permanenza di irregolari

Regolarizzare su base individuale gli stranieri “radicati”, seguendo i modelli di Spagna e Germania: gli irregolari dovrebbero avere la possibilità di regolarizzazione su base individuale qualora dimostrino di avere un lavoro o legami familiari comprovati o di non aver più relazioni con il paese d’origine.

Riformare la legge sulla cittadinanza, introducendo lo ius soli per tanti bambini e ragazzi nati in Italia ma di fatto non riconosciuti come cittadini.

IUS SOLI

Estendere il diritto di voto per le elezioni amministrative a favore dei titolari del permesso di soggiorno di lungo periodo.

Garantire la possibilità di conservare tutti i diritti previdenziali e di sicurezza sociale maturati ai lavoratori che decidono di rimpatriare definitivamente.

Garantire uguaglianza nelle prestazioni di sicurezza sociale.

Garantire il diritto alla salute e continuità delle cure e riconoscere ai minori figli di cittadini stranieri gli stessi diritti sanitari dei minori italiani.

Riconoscere le qualifiche professionali acquisite all’estero dopo verifica delle abilità e delle competenze.

Luigia

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