25 APRILE: RICORDO E IMPEGNO

 

Come tutti gli anni abbiamo partecipato alla celebrazione del 25 aprile 

in omaggio a una delle tre fedeltà cui le ACLI si ispirano, la fedeltà alla Costituzione frutto della riconquistata democrazia.
Quest’anno ci è stato chiesto di rendere più attiva e visibile la nostra partecipazione con l’invito alla vice-presidente del circolo Luciana Sanarico a tenere il discorso ufficiale, che è stato lungamente applaudito.

Ne riportiamo una sintesi.

 

Ogni 25 aprile facciamo memoria di un momento importante per il nostro Paese: liberazione dal nazifascismo; Rievocare, ricordare, conoscere è importantissimo. Dice Montanelli: ”Un paese che ignora il proprio ieri non può avere un domani”.

E ancora: Liliana Segre, che fu internata ad Auschwitz ribadisce: “Coltivare la memoria è un vaccino prezioso contro l’indifferenza” quella globalizzazione dell’indifferenza tanto denunciata dal nostro Santo Padre!

E anche Sandro Pertini, in un discorso fatto nel 1960 a Genova, affermava : “La Resistenza ha spazzato coloro che parlando in nome della Patria, della Patria furono terribili nemici perché l’hanno avvilita con la dittatura, l’hanno offesa trasformandola in una galera, l’hanno degradata trascinandola in una guerra suicida, l’hanno tradita vendendola allo straniero”.

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Ma mai come oggi la pace, che la Resistenza ha conquistato a prezzo di tante vite umane, è in serio pericolo! La
guerra, come continua a ripetere Papa Francesco, è lo strumento più sbagliato che esista perché è l’esatto contrario dei diritti umani; li calpesta fino ad annientarli.

Dalle guerre e dalla fame stanno fuggendo migliaia e migliaia di uomini e donne, e l’Europa come risponde? 

La risposta non sta nell’erigere muri, barriere e reticolati. Non è questa l’Europa sognata da Spinelli, Rossi e Colorni nel Manifesto di Ventotene; loro sognavano un’Europa fondata su principi di solidarietà, di accoglienza che doveva avere particolare sensibilità e attenzione agli “ultimi” a chi soffre e va aiutato. E invece si sta pericolosamente diffondendo il virus del nazionalismo, della xenofobia, dell’anti-parlamentarismo: siamo di fronte ad una recrudescenza del fascismo, un nuovo fascismo, ma uguale nel pensiero e nella violenza, nel linguaggio intriso di arroganza, cattiveria ed inciviltà e nei gesti e, ora, nell’uso dei social che, diventando virali, amplificano e giustificano un modo di porsi nei confronti degli altri che richiama davvero atteggiamenti e parole che non vorremmo più vedere e sentire.

Abbiamo perso i valori fondamentali dell’antifascismo: siamo antifascisti se consideriamo odiosa ogni forma di disuguaglianza; se consideriamo sbagliati il nazionalismo, l’autarchia, le barriere e se crediamo ad un’Europa unita.

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Oggi l’apologia del fascismo si dovrebbe combattere attraverso l’insegnamento della storia; spesso i giovani non sanno nulla del Ventennio fascista.

L’apprendimento critico di quello che ha rappresentato il fascismo, raccontando i tantissimi episodi di violenza, la crudeltà perpetrata dagli squadristi, l’annullamento della dignità e della libertà di coloro che erano contrari al regime, deve servire per scuotere le coscienze dei giovani. 

Coloro che avranno in mano quello che oggi per noi è futuro devono conoscere quello che succedeva durante il regime fascista: quando il popolo italiano era convinto di vivere in un Paese militarmente forte ed imbattibile; il duce sapeva essere persuasivo e gli italiani lo applaudivano e gli credevano. Nel periodo fascista non si permetteva a nessuno di dubitare della propaganda. 

Ma la tragedia portò anche al risveglio delle coscienze, al recupero di valori assopiti ma non perduti, alla rinascita della democrazia, alla Costituente e a quella Repubblica, fondata su una Costituzione che forse non è ancora stata pienamente attuata in qualche parte, ma che, probabilmente, è la più bella al mondo, e senz’altro è oggi validissima nei principi fondamentali e nella prima parte (titolo primo). 

Tutti gli articoli della Costituzione esprimono la premura dei Padri costituenti di non ricadere negli errori del fascismo. 

Eppure stiamo assistendo ad una caduta dell’etica pubblica che si manifesta in episodi di corruzione che avvengono con cadenza quasi quotidiana, che ha come conseguenza la perdita di fiducia ed il disinteresse nelle istituzioni e nella politica; ma la partecipazione è il vero sale della democrazia. 

Cantava Giorgio Gaber: “Libertà non è il volo di un gabbiano….libertà è PARTECIPAZIONE”.

E questo è anche il pensiero delle AcliIl distacco dei cittadini dalla cosa pubblica va superato con una forte e profonda rigenerazione della politica che, richiamandosi ai valori della Resistenza, riconduca gli amministratori pubblici al dovere costituzionale di servire la collettività e il bene comune.

Al lavoro, valore fondante della Repubblica, deve essere restituito il suo ruolo e la sua dignità eliminando il contrasto stridente tra i principi costituzionali e la durissima realtà del nostro Paese.

É indispensabile ribadire ancora una volta che i valori a cui ispirarsi sono solo e sempre quelli costituzionali, di una democrazia fondata sulla rappresentanza, la partecipazione, sulla divisione e l’equilibrio dei poteri, sul rispetto della persona umana, delle istituzioni, delle regole da parte di tutti...” 

E sono proprio questi principi che dobbiamo attuare, condividere, trasmettere, non solo con le parole, ma con i fatti, con l’esempio, con l’impegno civile, etico e sociale

Luciana

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