EDUCARE ALLA SPERANZA

Incontro con don Paolo Sabatini

Educare alla speranza…che bel titolo! Che bella cosa! Educare, non solo “verbalmente, ma soprattutto trasmettendo gesti, atteggiamenti.

Speranza, non ottimismo! Ma piuttosto andare avanti comunque, anche soffrendo perché la speranza non cancella il dolore, ma aiuta a perseverare. Questo è il messaggio iniziale di don Paolo Sabatini, prete da 10 anni, responsabile della pastorale giovanile della diocesi di Ascoli Piceno, che nella serata del 23 gennaio scorso ci ha portato la sua testimonianza sul terremoto dell’agosto 2016 che ha affrontato, insieme ai “suoi” ragazzi, con un entusiasmo disarmante e contagioso.

don sabatini

Ha raccontato come si vive un terremoto, ci ha fatto sentire la paura, l’angoscia che si prova quando la terra trema, trema, trema…e le case crollano, e il tuo “piccolo mondo antico” non c’è più! Ci ha raccontato come ci si è rimboccati le maniche da subito per portare almeno un panino per sfamare e rifocillare in qualche modo chi era disorientato e non aveva più lacrime da piangere, chi scavava, anche a mani nude, per cercare di salvare vite umane.

Mi è parso di vedere l’icona di Gesù che dice ai discepoli “Date loro da mangiare” e ha moltiplicato i pani e i pesci per sfamare la gente.

arquata prima  arquata dopo2

Ci ha raccontato la generosità di tanti che hanno donato…ma anche la poca lungimiranza nel chiedere quello che veramente servisse.

Allora don Paolo ha capito che occorreva studiare un progetto, trovare un metodo per risolvere le tantissime problematiche che sono la conseguenza di un’immensa catastrofe come il terremoto; non solo cibo ed acqua, ma anche intrattenimento per non fare intristire i bambini tanto provati e soprattutto per non fare sentire solo nessuno, per trasmettere a tutti la speranza per poter andare avanti nonostante!

laboratorio speranza

Ecco che è nato il “Laboratorio della speranza” perché occorreva accendere la voglia di ricominciare, ma migliorandosi; ricominciare con una marcia in più, ricercando la bellezza, la bontà, l’onesta fino a pensare che il terremoto potesse diventare il modo per migliorarci! Occorreva poi dare a tutti, ma soprattutto ai giovani, la voglia di non andarsene, di rimanere; ma allora occorreva trovare LAVORO. Così è germogliata un’altra idea: le “Botteghe della speranza” un progetto di formazione professionale per re-imparare i vecchi mestieri e permettere ai giovani di ricominciare, di dare loro la speranza di potercela fare, restando e non partendo.

botteghe speranza

Questo è importante: CREDERCI, ASCOLTARE, ANTICIPARE, FARE in assoluta trasparenza ed onestà. Questa è la CHIESA! Questa è la risposta migliore all’insegnamento del Vangelo; così che tutti (credenti e no) possano dire , come disse un vigile del fuoco a don Paolo “Vedendo te, vedo la Chiesa che mi viene incontro”.

Luciana

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